Synpress 44 - Ufficio stampa

Ufficio stampa e comunicazione: musica, artisti, eventi, festival e spettacoli. Diretto da Francesca Grispello e Donato Zoppo
martedì, 03 novembre 2009

Molo22 il disco di Chiara Raggi su L'IsolaCheNonC'era

Siamo lieti di segnalare che Molo22, l'ultimo disco di Chiara Raggi, è stato recensito su L'IsolaCheNonC'era.
Il nostro grazie a Paolo Talanca.

http://www.lisolachenoncera.it/recensioni/?id=697


Il disco Molo 22 di Chiara Raggi è il convincente debutto discografico per l’artista nata a Rimini ventisette anni fa.

Iniziamo col dire che è un disco ben suonato, pulito e dalle atmosfere convincenti. Grazie anche alla sapiente mano del chitarrista brasiliano Roberto Taufic Hasbun (Rosalia de Souza, Hermeto Pascola, Gianmaria Testa, Gabriele Mirabassi, Patrizia Laquidara), si va da un ambiente di bossa nova che più che altro serve in alcuni brani per catapultare l’ascoltatore in un ritmo imposto dall’artista, fino a un rapporto confidenziale tra la voceottimamente usata – e gli strumenti, chitarra in primis. Ed è davvero ben riuscito il contrasto tra brani dalla strumentazione corale come Molo 22 e canzoni più intime come È cambiata la notte, dove si cerca la melodia e la profondità, in cui l’anafora del testo presagisce un incedere ascendente e frenetico e, invece, si deve accontentare di quello che l’autrice stessa – completamente padrona del mezzo canzone – è disposta a concedere alla ruffianeria.

In definitiva, dunque, è un disco autonomo, un disco d’autore. Per esempio non ricerca la “rima ritmica”, perché la Raggi scrive in modo diverso rispetto alla struttura chiusa della strofa di una canzone. Spesso l’uso della rima, anzi, è più vicino a quello che se ne fa nella poesia moderna dal verso sciolto, piuttosto che a quello che di solito succede in canzone: un uso parsimonioso che, proprio per questo, quando c’è non serve per questioni eufoniche o per rendere più gradevole il ritmo e dare la sensazione di un “tutto al suo posto”. Al contrario, dietro ogni rima c’è un significato e una funzione. Prendiamo ad esempio un passo della prima canzone dell’album, Confessioni: la maggior parte delle rime riprende la nasale intervocalica dell’ultima sillaba del titolo, per evocarlo senza mai citarlo; è inevitabile il rimando, conscio o inconscio, a quella sensazione, ma non è mai didascalico.

Proprio per questi motivi, il disco di Chiara Raggi rappresenta di certo qualcosa di unico in un panorama musicale sempre più omologato.
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categoria: chitarra, chiara raggi, lazarimus, molo22


giovedì, 02 luglio 2009

Esplode l'estate di Chiara Raggi in due imperdibili appuntamenti!

Ancora un doppio appuntamento per Chiara Raggi a ridosso del suo album d'esordio: 10 luglio in quartetto per Musicanova e il 14 luglio a Rimini in Piazza Cavour



LaZaRiMus - Laboratorio Zappiano di Ricerche Musicali
è lieto di presentare:


 


CHIARA RAGGI
in concerto


 


Musicanova
Venerdì 10 luglio 2009
ore 21.30
Basilica di Superga
Strada della Basilica 73
 Torino
 




----
 
Martedì 14 luglio 2009
ore 21.00
Piazza Cavour
 Rimini

 

 
 
LaZaRiMus - Laboratorio Zappiano di Ricerche Musicali - è lieto di annunciare due concerti della cantautrice riminese Chiara Raggi, particolarmente apprezzata dalla critica, dopo alcune presentazioni di Molo 22, il suo nuovo album.
 
 Due momenti unici ed emozionanti per la cantautrice: il primo è all'interno della rassegna torinese Musicanova - IX edizione gratuita dedicata alla musica contemporanea popolare, nella suggestiva cornice della Basilica di Superga. In questo contesto ascolteremo un quartetto formato da Chiara Raggi alla voce e chitarre, Massimo Riva alle chitarre, Simone Bellavia al contrabbasso e Ruben Bellavia alla batteria direttamente dalla scuderia Ossi Duri; il secondo ancora più emozionante per Chiara che canterà nella piazza centrale di Rimini, la sua città, alla quale è dedicato proprio Molo22.
 
La giovane cantautrice di Rimini (classe 1982) è al suo debutto Molo 22, un album in bilico tra melodia italiana e atmosfere sudamericane, tra Joni Mitchell e Susanne Vega, già apprezzato da testate prestigiose come Jam, Musica e Parole e Mescalina, realizzato con l'aiuto di musicisti del calibro di Roberto Taufic Hasbun e Gilson Silveira.



Info:


 Chiara Raggi:


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categoria: rimini, chiara raggi, musicanova, lazarimus, molo22


giovedì, 25 giugno 2009

NuovaMusica recenscisce Molo22 di Chiara Raggi

Siamo ieti di segnalare la recensione di Molo22 di Chiara Raggi su NuovaMusica
Il nostro grazie a Paolo Furia

http://nuovamusica.blogspot.com/2009/06/chiara-raggi-molo-22.html


Chi abita in una città di mare sa bene quanto può essere piacevole ed ispiratrice una passeggiata lungo un molo o la riva del mare o sul lungomare, guardando le onde infrangersi sulla battigia o sugli scogli, col sole all'orizzonte. Ha un non so che di magico, ti fa pensare, ti fa entrare in contatto intimo con i tuoi sentimenti. È proprio da qui che nasce "Molo 22", il disco d'esordio di Chiara Raggi, fine cantautrice riminese (classe 1982) di stanza a Torino, diplomata anche in chitarra classica al conservatorio della sua città, che con questo lavoro si affaccia ufficialmente sulla scena musicale italiana. Un disco che senza dubbio colpisce per la qualità degli arrangiamenti (realizzati insieme al chitarrista brasiliano Roberto Taufic Hasbun), con i suoni di svariati strumenti amalgamati e dosati egregiamente per fare da morbido tappeto sonoro e da giusto contorno per la voce calda, intensa, e insieme carezzevole, di Chiara. Strumenti di vario tipo, da quelli a noi più familiari, come chitarre, pianoforte, contrabbasso o clarinetto, a quelli appartenenti alla tradizione sudamericana, come cavaquinho o viola caipira, oltre alle percussioni. Il Sud America è presente nel ritmo, nel colore, ma anche nell'atmosfera, in particolare con quella saudade tipica dell'animo brasiliano. Una vena di malinconia attraversa tutto il disco, ma di quella malinconia che piace. Le canzoni sono genuine, leggere ma intense, con testi che sanno di poesia. Armonie talvolta ispirate al jazz ed attenzione per la tecnica sono altre due caratteristiche di questo lavoro. L'album è elegante e molto piacevole da ascoltare, eppure solo alcuni brani hanno la capacità di riuscire a far davvero breccia nell'ascoltatore, restando impressi nella mente per un ritornello o qualche altro particolare. O, quando questa capacità ce l'hanno, sono necessari diversi ascolti. Ma consideriamo che questo è un disco d'esordio, ancora c'è il tempo di crescere, migliorare, e le potenzialità ci sono, eccome. Nel complesso "Molo 22" è un disco godibile, ottimo per rilassarsi un po' in tranquillità. Da ascoltare più volte per goderne appieno, cogliendone le diverse sfumature. Interessante la title track "Molo 22", con i suoi ritmi latini, mentre la seguente "Moschina", sbarazzina com'è, dà un tocco di leggerezza. Più introspettiva "È cambiata la notte", molto bella e suggestiva, cantata quasi sottovoce e con una delicata base musicale. Sulla stessa strada si muove “Inesorabile fragilità”, che conquista con il suo ritonello, tra note di pianoforte e melodica e un delizioso assolo di viola caipira. Particolare è la traccia "Alcune mattine", una poesia recitata su un arpeggio di chitarra classica, emozionante. Ancora introspezione con la traccia "Non è importante", mentre con "Il viaggio" l'atmosfera cambia e il ritmo si fa più vivace, tra coinvolgenti percussioni e un piano allegro.
"Molo 22" è un buonissimo disco d'esordio, raffinato e gradevole, frutto di un lavoro attento e meticoloso e di una particolare sensibilità. C'è spazio per crescere, ma la partenza è davvero niente male.
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categoria: chiara raggi, lazarimus, molo22, nuovamusica


venerdì, 29 maggio 2009

L'intervista su KultUnderground a Chiara Raggi

Siamo lieti di segnalare l'intervista alla cantautrice Chiara Raggi su KultUndrground dopo l'asolto di Molo22
Il nostro grazie a Davide Riccio

http://www.kultunderground.org/articoli.asp?art=1321


 

 
Davide
Ciao Chiara… Come ha detto Bjork, la buona musica non è una questione di stile, ma di sincerità. E la sincerità è quello che sento anzitutto nel tuo lavoro.  Le tue canzoni sono splendidamente arrangiate. Di questi tempi fa sempre bene sentire strumenti diversi dai soliti quattro (chitarra e basso elettrificati, batteria e simulazioni varie delle tastiere), specialmente se acustici. Molo 22 di quale porto in quale città? Cosa c’era o c’è ancora di speciale su quel molo?
 
Chiara
Ciao! Molo 22 si trova a Rimini, la mia città. E’ una lunga passeggiata che si affaccia su una lunga serie di barche di varie dimensioni, con scritte più o meno improponibili. E’ un posto in cui il vento ti fa sempre compagnia, in cui gli scogli incorniciano il tuo cammino e se vuoi fare un paio di passi più lunghi finisci seduto su uno scoglio a guardare l’orizzonte e pensare. A me è capitato. E’ diventato un luogo di rifugio, di riflessione, di abbraccio.
 
Davide
I brani che ho apprezzato di più sono quelli dal sound brasiliano o lusitano  (Confessioni, Molo 22, Stomaco e musica). In effetti leggo tra i credits che vi sono alcuni particolari chitarre portoghesi o brasiliane come il cavaquinho e la viola caipira… In “Molo 22” riconosco il berimbao… E poi suonano il percussionista Gilson Silveira, i turnisti Eduardo e Roberto Taufic Hasbun… Si può avere saudade di molte cose…  Quali sono le tue?
 
Chiara

Il mare, gli affetti lontani e la ricerca della bellezza. Il mare non appena come profumo e voglia di sole, ma come stile di vita. Chi è nato in una città bagnata dall’acqua è legato a piccole quotidianità che cambiano la giornata. Ad esempio un caffè al porto o comprare libri ai tendoni piantati a ridosso della sabbia, o anche solo prendersi la libertà di togliersi le scarpe in qualsiasi stagione e passeggiare sulla battigia, osservando come la sabbia bagnata prenda forma sotto i piedi e accorgersi poi che intorno al tuo piede ci sono tante altre impronte. La chiamo “la solidarietà del mare”.
Credo non sia necessario spiegare la malincolia per la lontananza di persone care. Ma la nostalgia più insistente è il bisogno di ritrovare una bellezza. Ovviamente parlo di bellezza musicale. Importante per me,  ma con l’esperienza ho intuito che è importante anche per una fetta di mondo: ricominciare a cercare una bellezza armonica, melodica, poetica e di stile. Ci sono tante piccole realtà che portano in scena grandi momenti di musica, con qualità e con quella sincerità di cui si parlava all’inizio. Mi manca nel mercato, in ciò che si commercia, questa ricerca. Certamente non è mio interesse generalizzare ma sento forte l’esigenza di un cambiamento.
 
Davide
E cosa fai per “matar a saudade”?
 
Chiara
Recupero i ricordi, le sensazioni, faccio qualche telefonata e cerco di tornare alle mie radici quando posso. Per il resto faccio un lavoro di ricerca. “Fare” è l’unico modo per incominciare un cambiamento.
 
Davide
Le tue canzoni hanno il portamento carezzevole e l’eleganza delle voci e dei suoni di Lusitania, ma anche della musica cantautorale italiana e di alcuni nostri cugini d’Oltralpe; penso a “E’ cambiata la notte”, a “Inesorabile fragilità”, a “Non è importante”, che rievocano Ivano Fossati. Trovo anche una certa analogia con  Grazia Di Michele. Quali ascolti e quali esperienze hanmo più influenzato la tua musica, la tua poetica e il tuo canto?
 
Chiara
Dico sempre che le mie radici sono tre: la musica classica, l’ascolto della musica jazz e il fascino del Sudamerica. La musica classica rappresenta per me la pulizia, la ricerca della perfezione e la disciplina. Ma soprattutto la tecnica, la storia, l’armonia e la capacità di raggiungere un obiettivo in musica. Ascoltare jazz mi ha insegnato invece la ricerca della profondità, la libertà di andare sempre oltre. Libertà di espressione, di composizione, di pensiero e di umore. Questi mondi entrano nell’immaginario delle mie canzoni a volte come frammenti di suoni e tecniche, altre volte come echi lontani. Bisogna dire che quando ho cominciato a scrivere canzoni non conoscevo quasi nulla della musica cantautorale italiana. Il mio percorso è stato di conoscenza e riconoscimento in modi di scrittura e universi musicali. Non c’è un vero e proprio punto di riferimento e credo non ci debba essere. Certo ci sono grandi personaggi e l’incontro con la loro arte lascia il segno. Ivano Fossati ad esempio è uno di questi.
 
Davide
Che tipo di ricerca fai attraverso le tue canzoni, verso cosa?
 
Chiara
“Fare musica” per me è vivere ed esprimere qualcosa di unico e vero, come è la vita. E’ per questo che mi sta così a cuore la ricerca di una bellezza.
 
Davide
E se arriva il successo? Essere un’artista famosa potrà essere un limite o sarà per te una spinta ulteriore. Ti stai preparando a chiederti di più o a farti chiedere di più?
 
Chiara
Mi piace guardare la realtà in maniera positiva e quindi opto per la seconda scelta. Se arrivasse il successo sarebbe una spinta ulteriore. Visto che non amo il mito del facile successo e non mi riconosco in esso credo che se arriverà sarà perché avrò lavorato talmente tanto che non potrà essere diverso e quindi non mi spaventa in alcun modo chiedermi di più. La musica classica in questo ti plasma a sufficienza, l’importante è arrivare al successo con un’identità personale e musicale forte, già consolidata.
 
Davide
Cosa ti piace e cosa non ti piace della musica oggi? Cosa cerchi di evitare in modo assoluto?
 
Chiara
I facili clichè e le standarizzazioni vocali.
 
Davide
Johann Sebastian Bach disse che la musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c'è fuori… Che ne pensi, con tutto il rumore che invece oggi abbiamo là fuori, anche in senso spirituale?
 
Chiara

Premetto che Bach è un genio e veramente un Maestro ed è quasi imbarazzante commentare queste sue parole. Penso che è più facile staccare dalla realtà riempiendo la testa e le orecchie di rumori, spesso anche sotto forma di musica. Ma credo che il cuore umano desideri una bellezza melodica che porti nel profondo delle realtà, negli abissi dei sentimenti.
 
Davide
E cosa pensi invece di questa frase di Platone: Se cambia la musica, cambieranno anche le istituzioni più importanti…?
 
Chiara
La musica può arrivare in luoghi sconosciuti dell'anima, è uno strumento di conoscenza e solo la conoscenza può cambiare il mondo interiore prima e il mondo, nel caso, dopo.
 
Davide
Cosa farai prossimamente?
 
Chiara
Promuoverò questo mio primo album ed inizierò la pre-produzione del prossimo lavoro!
 
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categoria: chiara raggi, kultunderground, lazarimus, molo22


martedì, 12 maggio 2009

Jam recensisce Molo22 di Chiara Raggi sul mese di Maggio

Siamo lieti di segnalare la recensione di Molo22, album d'esordio di Chiara Raggi su Jam di maggio
Il nostro grazie a Mario Giammetti

Chiara  su Jam
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categoria: jam , chiara raggi, lazarimus, molo22


lunedì, 11 maggio 2009

RockAction recensisce Molo22 di Chiara Raggi

Siamo lieti di segnalare la recensione di Molo22 l'album di Chiara Raggi su RockAction
Il nostro grazie a Roberto Paviglianiti

http://www.rockaction.it/e107_plugins/content/content.php?content.802


Buona impostazione, timbro caldo e avvolgente, interpretazione da artista navigata. Sono queste le caratteristiche che rendono la voce di Chiara Raggi – cantautrice riminese, classe ’82 – il motivo per apprezzare “Molo 22”, disco di debutto certamente sopra la media del songwriting italiano.

Un album che sa di mare – dalle atmosfere nostalgiche di una passeggiata in settembre a quelle più spumeggianti di una giornata di sole – e di sentimenti, quelli veri però, lontani dalle sviolinate di facciata. Chiara racconta attraverso dieci canzoni la propria visione delle cose, in maniera spontanea e senza dover ricorrere a facili cliché, adagiando le parole su un tappeto musicale pacato, piacevolmente virato dalla profonda malinconia tipica del sudamerica. In tal senso contribuiscono in maniera decisiva le percussioni di Gilson Silveira, i morbidi sfondi del clarino di Leonardo Endici Baicon e un azzeccato arrangiamento curato dal chitarrista brasiliano Roberto Taufic Hasbun, in grado di mettere in luce le innegabili capacità vocali di Chiara; la quale ci ammalia negli andamenti ondeggianti di “Moschina” e in quelli briosi della splendida “Il viaggio”, e anche quando i pensieri sono detti sottovoce (“Inesorabile fragilità”) o appena accennati (“Angelo rosso”).

“Molo 22” è un disco che conquista con lentezza e ci rimette in linea con i ritmi della natura; capace, anche solo per attimo, di innescare un processo mentale che ti porta distante dalla realtà, fino a lambire coste lontane e posti magnificamente tranquilli.
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categoria: chiara raggi, rockaction, lazarimus, molo22


mercoledì, 29 aprile 2009

RevolvingDoors recensisce Molo22 di Chiara Raggi

Siamo lieti di segnalare la recensionedi Molo22 di Chiara Raggi su RevolvingDoors
Il nostro grazie a Silvana Dargenio

http://www.revolvingdoors.it/site/modules/myReviews/detailfile.php?lid=70

Molo 22 è un viaggio introspettivo attraverso percorsi visivi e sonori che apre il mondo della giovanissima cantautrice riminese, Chiara Raggi, su variopinti e spaziosi paesaggi musicali. Un grande talento che “nelle pieghe del mare” riesce a trovare quella vena compositiva malinconica e fresca su cui adagiare languidi pensieri musicali.
La.Za.Ri.Mus, 2009

Una voce intensa e fragile, che ci presenta il suo album d’esordio tra musica e parole attraverso brividi che scorrono fino allo stomaco. I ritmi e lo stile ricordano un’eccellente Patrizia Laquidara immersa nelle più calde atmosfere sudamericane. Qualche giro acustico di chitarra miscelato ai suoni della bossanova sulle note di musicisti di fama internazionale come Roberto Taufic Hasbun e Gilson Silveira. E le storie che si aprono come poesie fino al cuore della musica, raccontate dall’ estro del clarinetto di Leonardo Enrici Baion, dal flauto di Evelina Paiano, e dal contrabbasso di Federico Marchesano, sorretto da Edoardo Taufic.
Molo 22, track da cui prende il titolo l’intero album, è un punto di partenza, attraverso un ricordo che è quasi un rito, passare il tempo a guardare le onde del mare e cercare il senso dell’ esistenza. Un tempo che scorre con leggerezza, attraverso lunghe passeggiate, segnate dai ritmi della bossanova.
Presenti anche brani introspettivi come E’ cambiata la notte ed Inesorabile fragilità, dipinte dalla chitarra acustica suonata dalla stessa artista. Una fragilità che “si aggrappa con le unghie al sipario della vita, senza perdere di vista quella voce che rimbalza”, e la voce è quella del clarinetto e delle sue magiche vibrazioni.
Prende vita, in Alcune mattine, il connubio tra musica e poesia, tra quelle parole recitate dalla chitarra e quel suono riecheggiato dalla voce, frutto della lezione del centro di poesia Davide Ronconi, collaborazione molto cara all’artista: “quando alcune mattine è faticoso, è meglio aprire gli occhi, alzarli svelti svelti al cielo, e chiedere un raggio di sole”.
E poi ancora la delicata Non è importante, Il Viaggio dove ritornano i ritmi di bossanova ed Angelo rosso, che porta con sé tutta la passione di una voce che si scioglie tra i suadenti vortici armoniosi di un’avvolgente chitarra.
Un album sintesi di un talento e di una sensibilità oramai rare nel panorama musicale, decisamente niente male per essere un esordio.
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categoria: chiara raggi, lazarimus, molo22, revolvingdoors


lunedì, 20 aprile 2009

Saltinaria recensisce Molo22 di Chiara Raggi

Siamo lieti di comunicare che Molo 22 l'album di esordio di Chiara Raggi è stato recensito da Saltinaria.it
Il nostro grazie a Josè Leaci   



voto 6/10

http://www.saltinaria.it/recensioni/cdpromodemo/3571-chiara-raggi-molo-22-recensione-cd.html

Chiara Raggi è una costruttrice di strofe ma non ha lo stesso talento per ritornelli o sbocchi musicali fiammeggianti. Questo, almeno, trapela dall'ascolto di “Molo 22”, un album quasi parlato in cui la semplicità musicale è in ogni dove tranne che negli arrangiamenti, elementi davvero curati e punta di diamante dell'intero disco.

Le melodie rimangono spesso sul vago, non ce n'è alcuna che rimanga impressa per un ritmo o per la scelta ardita di una nota che non ti aspetti. Manca la meraviglia, la sorpresa e l'incanto ma si sente il lavoro e, a volte, un'ispirazione più diretta come nel caso di “Inesorabile fragilità” che ha, almeno questa, un ritornello corposo.

Sembrano piccolezze ma, di atmosfere rarefatte e meditate, è saturo il mondo ed io sogno qualcuno che deformi la melodia a suo piacimento e non chi esercita l'uso (quasi) scolastico della voce in ambito canzone.

Tra i lati positivi (oltre alla voce attraente), è sicuramente bella l'idea dell'arpeggio di chitarra classica su cui scorre, come un'amara carezza, la lettura di “Alcune mattine”, un brano contro la depressione che, paradossalmente, incupisce.

Raggi offre più invenzione nelle liriche e i suoi testi discorsivi si leggono, con piacere, anche senza musica. Però, tutto ciò non basta a prendere nota del suo nome come quello di un astro nascente e di sicuro fulgore.

Vedremo cosa saprà inventare in futuro. Per ora non va oltre la sufficienza.

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categoria: chiara raggi, saltinaria, molo22


martedì, 14 aprile 2009

Bielle recensisce Molo22 di Chiara Raggi

Siamo lieti di segnalare la recensione di Molo 22 di Chiara Raggi su Bielle
Un grazie alla redazione.

 http://www.bielle.org/2009/Articoli/SottolaPaglia2009.htm#Raggi

Chiara Raggi: "Molo 22" Di Chiara Raggi sappiamo ancora niente. Se non che ha fatto un bel disco. Canta e suona la chitarra classica. Si fa accompagnare da una formazione che comprende chitarre, tastiere, cavaquinho, viola caipira, percussioni, pianoforte, contrabbasso, clarinetto e flauto e su parole e musiche rigorosamente sue racconta dieci intense storie di donne che in un caso ("Alcune mattine") diventano le parole di una bella poesia in musica.
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categoria: bielle, chiara raggi, molo22


martedì, 07 aprile 2009

Saltinaria intervista Chiara Raggi sul suo disco di esordio Molo22

Siamo lieti di segnalare l'intervista a Chiara Raggi su Saltinaria.it
Un Grazie ad Ilario Pisanu

http://www.saltinaria.it/interviste/musica/3408-chiara-raggi-intervista.html



Chiara Raggi è una giovane cantautrice riminese, che con l'album di debutto “Molo 22” ci immerge in melodie suadenti, sapori latino-americani, parole dense di simboli e ricordi. Chiara ci parla di lei e del suo disco.

Chiara ci parli di te?

La mia storia parte da lontano, da una chitarra e una voce tra sale, polvere e luna. Sono nata e cresciuta a Rimini, città che ha accolto i miei studi musicali e le prime canzoni, le prime esibizioni. Poi la voglia di respirare acqua dolce mi ha portato a Torino, sulle rive del Po, a sognare una nuova vita e nuove canzoni. Così è stato.

Come definiresti il tuo nuovo album “Molo 22”?

Per me si tratta di un concept, anche se non lo è in senso tradizionale. Non c’è una storia o una tematica che ti porta passo a passo tra una traccia e l’altra. Ma per me è un concept perché a fare da fil rouge vi è la pulizia di suono, la trasparenza dei testi e l’originalità della musica. E’ un album sincero. Senza fronzoli, se pur ricco nell’arrangiamento. Un album dove la parola è a pari merito con la composizione musicale, ritagliandosi un ruolo preferenziale.

…e il tuo stile musicale?

Molti dicono di me “non allineata ad un unico genere musicale”. Vero e non vero. Nel mio album non si ascoltano dieci stili musicali differenti. Nelle mie canzoni si trovano a convivere riff di chitarra che ricordano i miei studi musicali classici, armonie prese dal mondo jazz e ritmi e colori che arrivano dalla musica popolare sudamericana. Ma credo che, ascoltando con attenzione le 10 composizioni del Cd, si possa percepire la convergenza pacifica di questi tre “spiriti musicali” che in me vivono e che continuamente nutrono il mio desiderio di bellezza musicale.

La scelta del titolo?

E’ il titolo della seconda traccia e mi riferisco al nuovo porto della città in cui sono nata e cresciuta. E’ per me un luogo magico, in particolare quando svanisce la confusione estiva e si può assaporare il vento morbido e fresco di inizio autunno. E’ un luogo di meditazione e di riflessione. Intitolare così il mio primo album vuole essere un omaggio alla mia terra e una sorta di rivendicazione delle mie origini. In una vecchia canzone scrivevo “è questione di coscienza avere delle origini”…

A quale brano sei più legata e perché.

Uno dei pezzi che forse amo di più è “E’ cambiata la notte” perché parla del cambiamento come momento positivo nella vita di ognuno, come possibilità di nuove risorse, di nuovi incontri, nonostante le fatiche del momento. In più questa canzone è per me vera e duratura nel tempo. Ciclicamente torna nel mio percorso di vita a dimostrarsi vera e ad incarnare perfettamente quel determinato momento.

Come vedi la scena emergente italiana?

Ricca, in fermento da ormai parecchi anni. Non ho molto da dire. Le quote rose aumentano velocemente e non so se ci sia spazio proprio per tutti. Io faccio la mia strada.

Le tue influenze musicali?

Avendo studiato fin da piccola in Conservatorio, tra sonate e rondò e teorie varie, quando ho cominciato a scrivere canzoni conoscevo molto poco del mondo cantautorale italiano ed internazionale. Il mio è stato un processo di ambientazione e di riconoscimento. Sicuramente nel mio cammino ho incontrato grandi maestri, ma non necessariamente un punto di riferimento a qui rifarsi fedelmente. Credo piuttosto che il segreto stia nel riconoscere ed abbracciare la musica che ti fa battere il cuore, al di là di ogni genere.

Cosa ne pensi dei social network come MySpace e FaceBook?

MySpace lo utilizzo come mezzo di lavoro. FaceBook non ce l’ho. Mi sento già spiata a sufficienza attraverso MySpace. Gli amici preferisco incontrarli di persona o al telefono. Quelli che non vedo da anni e potrei rintracciare su FaceBook creando vecchie rimpatriate e gruppi improbabili li lascio dove sono… un motivo ci sarà se non ci si sente da 10 anni no???

Altri progetti in cantiere?

Oltre alla promozione del disco e tanti live, sto scrivendo le canzoni per il prossimo lavoro discografico! A settembre comincerò la preproduzione e via di seguito.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Quando parlo con i musicisti mi sento più cantautrice… ma quando parlo con i cantautori mi sento decisamente più musicista!

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