Synpress 44 - Ufficio stampa

Ufficio stampa e comunicazione: musica, artisti, eventi, festival e spettacoli. Diretto da Francesca Grispello e Donato Zoppo
martedì, 03 novembre 2009

Molo22 il disco di Chiara Raggi su L'IsolaCheNonC'era

Siamo lieti di segnalare che Molo22, l'ultimo disco di Chiara Raggi, è stato recensito su L'IsolaCheNonC'era.
Il nostro grazie a Paolo Talanca.

http://www.lisolachenoncera.it/recensioni/?id=697


Il disco Molo 22 di Chiara Raggi è il convincente debutto discografico per l’artista nata a Rimini ventisette anni fa.

Iniziamo col dire che è un disco ben suonato, pulito e dalle atmosfere convincenti. Grazie anche alla sapiente mano del chitarrista brasiliano Roberto Taufic Hasbun (Rosalia de Souza, Hermeto Pascola, Gianmaria Testa, Gabriele Mirabassi, Patrizia Laquidara), si va da un ambiente di bossa nova che più che altro serve in alcuni brani per catapultare l’ascoltatore in un ritmo imposto dall’artista, fino a un rapporto confidenziale tra la voceottimamente usata – e gli strumenti, chitarra in primis. Ed è davvero ben riuscito il contrasto tra brani dalla strumentazione corale come Molo 22 e canzoni più intime come È cambiata la notte, dove si cerca la melodia e la profondità, in cui l’anafora del testo presagisce un incedere ascendente e frenetico e, invece, si deve accontentare di quello che l’autrice stessa – completamente padrona del mezzo canzone – è disposta a concedere alla ruffianeria.

In definitiva, dunque, è un disco autonomo, un disco d’autore. Per esempio non ricerca la “rima ritmica”, perché la Raggi scrive in modo diverso rispetto alla struttura chiusa della strofa di una canzone. Spesso l’uso della rima, anzi, è più vicino a quello che se ne fa nella poesia moderna dal verso sciolto, piuttosto che a quello che di solito succede in canzone: un uso parsimonioso che, proprio per questo, quando c’è non serve per questioni eufoniche o per rendere più gradevole il ritmo e dare la sensazione di un “tutto al suo posto”. Al contrario, dietro ogni rima c’è un significato e una funzione. Prendiamo ad esempio un passo della prima canzone dell’album, Confessioni: la maggior parte delle rime riprende la nasale intervocalica dell’ultima sillaba del titolo, per evocarlo senza mai citarlo; è inevitabile il rimando, conscio o inconscio, a quella sensazione, ma non è mai didascalico.

Proprio per questi motivi, il disco di Chiara Raggi rappresenta di certo qualcosa di unico in un panorama musicale sempre più omologato.
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categoria: chitarra, chiara raggi, lazarimus, molo22


martedì, 03 novembre 2009

Scadenza Perfetta degli Ossi Duri su Meltingpot

Siamo lieti di segnalare la recensione di Scadenza Perfetta, l'ultimo disco degli Ossi Duri, su MeltingPotOnWeb.
IL nostro grazie a Marcello Moi:

http://www.mpnews.it/index.php?section=articoli&category=36&id=4293/musica/italiana/Recensione-:-Ossi-Duri---Scadenza-Perfetta


Mai sentito parlare di Art Rock? Sotto questo nome si nascondono una miriade di sottogeneri molto diversi tra loro, che però hanno in comune lo sforzo di “evolvere” la musica: il tentativo è quello di superare la classica forma-canzone per approdare alla complessità e alla profondità tipica del jazz, della musica sinfonica e delle nuove musiche d'avanguardia. Un bel calderone, insomma, che infatti comprende sia artisti dichiaratamente sperimentali e di nicchia (Frank Zappa su tutti, ma anche i nostranissimi Elio e le Storie Tese) che personaggi mainstream come i Genesis (soprattutto il progressive rock di “Selling England by the pound”) , i Pink Floyd (“Atom Hearth Mother”) e gli Emerson, Lake&Palmer.
Gli Ossi Duri si inseriscono nel solco di Frank Zappa, sfornando un album strumentale che si può banalmente definire “bello” con tutte le sfaccettature che questo aggettivo comporta: molto curato, mixato con minuzia (e malizia), questo disco sarà sicuramente una manna per tutti coloro che riescono a divertirsi ascoltando musica. Potremmo quasi definirlo un'antologia musicale, poichè nel giro di cinquanta minuti veniamo catapultati dal seducente jazz di “Song for Villa” alla chitarra in stile Eddie Van Halen di “Kentucky Fried Chicken”, passando per la techno (“Skadance”) e arrivando infine a un palese tributo a Frank Zappa (“Wedding”).
A tutti i veterani che si accingeranno a questo ascolto impegnativo e piacevole allo stesso tempo non potrà certo sfuggire la bravura di questi ragazzi, che sfoggiano una tecnica e una sicurezza assai rare in questi tempi di pop e “tochio tel”. Impressionante, poi, apprendere dal retro del cd che “le tracce 3,4 e 6 sono state registrate in presa diretta”.
Arrangiamenti mai banali, e ci mancherebbe, e idee brillanti come il flauto “rubato” ai Jethro Tull sono poi un valore aggiunto per un lavoro che merita di essere ascoltato e apprezzato. Solo per citare l'ultima traccia, dopo questo ascolto viene davvero da dire che “la musica non ha scadenza”.
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categoria: ossi duri, lazarimus, scadenza perfetta


domenica, 19 luglio 2009

FreakOut recensisce Scadenza Perfetta degli Ossi Duri

Siamo lieti di segnalare la recensione di Scadenza Perfetta degli Ossi Duri su FreakOut!
Il nostro grazie  alla Redazione


http://www.freakout-online.com/album.aspx?idalbum=1727

Scadenza perfetta” è un concept album surreale che vede i torinesi Ossi Duri nella parte di coraggiosi ribelli armati di vecchi strumenti a corda per combattere contro Donato Caval, nuovo sindaco della ridente cittadina di Luogo Comune, caratterizzato da denti inguardabili (ehm, “a Caval Donato con si guarda in bocca”, giusto?) e da una vera e propria fissazione per la musica elettronica, al punto da dichiarare fuori legge ogni espressione musicale non prodotta esclusivamente da un computer. In realtà lo sviluppo narrativo dell’opera va seguito sfogliando il booklet, perché il cd è in larga parte strumentale e, come si può facilmente intuire, tutto eseguito senza far ricorso alcuno all’elettronica, con i cinque Ossi Duri divisi tra chitarra, microfono, basso, batteria, percussioni e tastiere, più un discreto numero di ospiti a dar man forte con fiati, voci e contrabbasso.
La giovane ma già esperta band è artefice di un jazz-rock multiforme, che lascia spazio sia a tradizionali acrobazie prog (“Wedding”) che a palpeggiamenti latini (“Song for Villa”), con momenti più ariosi (il blues liquido di “Sezione del Junko”) ed altri più incalzanti (la valida “B.U.M.”, condotta da un rampante basso funky). Istrionici (almeno nelle intenzioni) e tecnicamente impeccabili, gli Ossi Duri eseguono con notevole fluidità partiture ben assimilate ma non sempre originalissime (“Silvano Garré” ricalca ad esempio Elio e Le Storie Tese…), risultando a conti fatti meno iconoclasti di quanto la dichiarata discendenza da Frank Zappa lascerebbe intendere.
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categoria: ossi duri, lazarimus, scadenza perfetta, freakout


sabato, 18 luglio 2009

AudioDrome recensisce Scadenza Perfetta degli Ossi Duri

Siamo lieti di segnalare la recensione di Scadenza Perfetta, il nuovo album degli Ossi Duri su AudioDrome
Il nostro grazie ad Alessandro Martellani


http://www.audiodrome.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=5084

Tali infatti sono gli Ossi Duri, giovane band torinese dedita anima e corpo alla diffusione del verbo del mai abbastanza compianto musicista americano. Certo si son scelti un riferimento musicale piuttosto impegnativo, ma la notizia è che questi ragazzi son bravi sul serio e sono autori di una proposta musicale di gran valore. Jazz rock di livello tecnico e artistico assoluto, miscelato sapientemente ad una delirante ironia: questa è la ricetta che rende appetibile Scadenza Perfetta, che si sviluppa con la struttura del concept album, ma lo fa con una leggerezza invidiabile. È la storia di Silvano Garrè, fantomatico cantautore che si ritrova a lottare contro le major e la musica elettronica in un mondo ricco di personaggi deliranti (dalla prostituta Nala Lana al perfido sindaco Donato Caval), che prendono vita tra i lunghi intermezzi strumentali. Il disco, che si accompagna a un libretto leggiadramente agghiacciante (il che è ovviamente un pregio, visto il contesto), è prodotto dall’etichetta fondata dal gruppo stesso, ovvero la LaZaRiMus, che, tanto per esser chiari, sta per Laboratorio Zappiano di Ricerche Musicali. Dato che siamo in Italia, il gruppo/riferimento d’obbligo per un certo modo di fare musica e umorismo è ovviamente Elio E Le Storie Tese, con il quale peraltro gli Ossi Duri hanno a più riprese collaborato. Proprio la qualità del lavoro della band torinese fa rimpiangere una volta di più il fatto che Elio e compagnia non abbiano ad oggi voluto approfondire un discorso artistico che sarebbe senz’altro nelle loro corde, vista la loro ben riconosciuta perizia di musicisti, ma Scadenza Perfetta mitiga abbondantemente questo rammarico.
Se come noi non conoscevate gli Ossi Duri, non perdete altro tempo e procuratevi questo cd, non resterete delusi da un gruppo che speriamo sia un astro nascente del rock Made in Italy.


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categoria: ossi duri, lazarimus, scadenza perfetta, audiodrome


giovedì, 02 luglio 2009

Esplode l'estate di Chiara Raggi in due imperdibili appuntamenti!

Ancora un doppio appuntamento per Chiara Raggi a ridosso del suo album d'esordio: 10 luglio in quartetto per Musicanova e il 14 luglio a Rimini in Piazza Cavour



LaZaRiMus - Laboratorio Zappiano di Ricerche Musicali
è lieto di presentare:


 


CHIARA RAGGI
in concerto


 


Musicanova
Venerdì 10 luglio 2009
ore 21.30
Basilica di Superga
Strada della Basilica 73
 Torino
 




----
 
Martedì 14 luglio 2009
ore 21.00
Piazza Cavour
 Rimini

 

 
 
LaZaRiMus - Laboratorio Zappiano di Ricerche Musicali - è lieto di annunciare due concerti della cantautrice riminese Chiara Raggi, particolarmente apprezzata dalla critica, dopo alcune presentazioni di Molo 22, il suo nuovo album.
 
 Due momenti unici ed emozionanti per la cantautrice: il primo è all'interno della rassegna torinese Musicanova - IX edizione gratuita dedicata alla musica contemporanea popolare, nella suggestiva cornice della Basilica di Superga. In questo contesto ascolteremo un quartetto formato da Chiara Raggi alla voce e chitarre, Massimo Riva alle chitarre, Simone Bellavia al contrabbasso e Ruben Bellavia alla batteria direttamente dalla scuderia Ossi Duri; il secondo ancora più emozionante per Chiara che canterà nella piazza centrale di Rimini, la sua città, alla quale è dedicato proprio Molo22.
 
La giovane cantautrice di Rimini (classe 1982) è al suo debutto Molo 22, un album in bilico tra melodia italiana e atmosfere sudamericane, tra Joni Mitchell e Susanne Vega, già apprezzato da testate prestigiose come Jam, Musica e Parole e Mescalina, realizzato con l'aiuto di musicisti del calibro di Roberto Taufic Hasbun e Gilson Silveira.



Info:


 Chiara Raggi:


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categoria: rimini, chiara raggi, musicanova, lazarimus, molo22


giovedì, 25 giugno 2009

NuovaMusica recenscisce Molo22 di Chiara Raggi

Siamo ieti di segnalare la recensione di Molo22 di Chiara Raggi su NuovaMusica
Il nostro grazie a Paolo Furia

http://nuovamusica.blogspot.com/2009/06/chiara-raggi-molo-22.html


Chi abita in una città di mare sa bene quanto può essere piacevole ed ispiratrice una passeggiata lungo un molo o la riva del mare o sul lungomare, guardando le onde infrangersi sulla battigia o sugli scogli, col sole all'orizzonte. Ha un non so che di magico, ti fa pensare, ti fa entrare in contatto intimo con i tuoi sentimenti. È proprio da qui che nasce "Molo 22", il disco d'esordio di Chiara Raggi, fine cantautrice riminese (classe 1982) di stanza a Torino, diplomata anche in chitarra classica al conservatorio della sua città, che con questo lavoro si affaccia ufficialmente sulla scena musicale italiana. Un disco che senza dubbio colpisce per la qualità degli arrangiamenti (realizzati insieme al chitarrista brasiliano Roberto Taufic Hasbun), con i suoni di svariati strumenti amalgamati e dosati egregiamente per fare da morbido tappeto sonoro e da giusto contorno per la voce calda, intensa, e insieme carezzevole, di Chiara. Strumenti di vario tipo, da quelli a noi più familiari, come chitarre, pianoforte, contrabbasso o clarinetto, a quelli appartenenti alla tradizione sudamericana, come cavaquinho o viola caipira, oltre alle percussioni. Il Sud America è presente nel ritmo, nel colore, ma anche nell'atmosfera, in particolare con quella saudade tipica dell'animo brasiliano. Una vena di malinconia attraversa tutto il disco, ma di quella malinconia che piace. Le canzoni sono genuine, leggere ma intense, con testi che sanno di poesia. Armonie talvolta ispirate al jazz ed attenzione per la tecnica sono altre due caratteristiche di questo lavoro. L'album è elegante e molto piacevole da ascoltare, eppure solo alcuni brani hanno la capacità di riuscire a far davvero breccia nell'ascoltatore, restando impressi nella mente per un ritornello o qualche altro particolare. O, quando questa capacità ce l'hanno, sono necessari diversi ascolti. Ma consideriamo che questo è un disco d'esordio, ancora c'è il tempo di crescere, migliorare, e le potenzialità ci sono, eccome. Nel complesso "Molo 22" è un disco godibile, ottimo per rilassarsi un po' in tranquillità. Da ascoltare più volte per goderne appieno, cogliendone le diverse sfumature. Interessante la title track "Molo 22", con i suoi ritmi latini, mentre la seguente "Moschina", sbarazzina com'è, dà un tocco di leggerezza. Più introspettiva "È cambiata la notte", molto bella e suggestiva, cantata quasi sottovoce e con una delicata base musicale. Sulla stessa strada si muove “Inesorabile fragilità”, che conquista con il suo ritonello, tra note di pianoforte e melodica e un delizioso assolo di viola caipira. Particolare è la traccia "Alcune mattine", una poesia recitata su un arpeggio di chitarra classica, emozionante. Ancora introspezione con la traccia "Non è importante", mentre con "Il viaggio" l'atmosfera cambia e il ritmo si fa più vivace, tra coinvolgenti percussioni e un piano allegro.
"Molo 22" è un buonissimo disco d'esordio, raffinato e gradevole, frutto di un lavoro attento e meticoloso e di una particolare sensibilità. C'è spazio per crescere, ma la partenza è davvero niente male.
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categoria: chiara raggi, lazarimus, molo22, nuovamusica


lunedì, 08 giugno 2009

Chitarre recensisce Scadenza Perfetta degli Ossi Duri

Siamo lieti di segnalare la recesione di Scadenza Perfetta degli Ossi Duri sul numero di giugno di Chitarre.
Il nostro grazie ad Alessandro Staiti


Ossi Duri su Chitarre
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categoria: chitarre, ossi duri, lazarimus, scadenza perfetta


martedì, 02 giugno 2009

Eutk recensisce Scadenza Perfetta degli Ossi Duri

Siamo lieti di segnalare la recensione di Scadenza Perfetta degli Ossi Duri su Eutk
Il nostro grazie a Marco Aimasso

http://www.eutk.net/album.aspx/10704/8957/

Enigmatici fin dal monicker, che me li aveva fatti superficialmente immaginare come dediti ad una forma di viscerale hard-rock, i piemontesi Ossi Duri sono in realtà una band consacrata ad una miscela assai volubile di prog, (free) jazz e fusion, il tutto sviluppato sulla base di un concept irrorato d’ironia e da un pizzico di “demenzialità”.
Insomma, una sorta di art-rock ad ampio spettro che guarda alle esperienze delle celebri Mothers Of Invention, o, volendo essere più “pragmatici” e nazionalistici a quella di Elio e le Storie Tese, dove l’aristocrazia delle note e dell’esecuzione si “scontra” con quel rischioso contesto espressivo che nelle migliori interpretazioni si traduce in sagace invettiva e in vitale dissacrazione, mentre in quelle meno efficaci diventa uno sterile esercizio di volgarità.
Fortunatamente i nostri non ricadono nella seconda biasimabile categoria, rimanendo sempre nell’ambito del buon gusto, ma bisogna anche ammettere che non si dimostrano nemmeno particolarmente originali e ingegnosi nella formulazione utilizzata e nel tema che scelgono di trattare (l’allegoria - ahimè anche piuttosto “realistica”, soprattutto nei suoi risvolti legati al “potere mediatico” - di una cittadina, denominata Luogo Comune, in cui un produttore discografico soggioga la volontà della popolazione tramite stupefacenti sciolti nell’acquedotto, diventa sindaco e bandisce la musica suonata in favore di quella computerizzata, fino all’arrivo del cantautore “da strada” Silvano Garrè, che, con la sua chitarra risveglia coscienze ed istinto, e induce alla sedizione, non rappresenta una grandissima novità dal punto di vista narrativo, mentre sono assolutamente concorde con l’esortazione finale del disco … “la musica non ha scadenza”!), così come non appare per nulla irresistibile l’artwork delegato alla seduzione estetica del Cd.
Musicalmente, il discorso è viceversa decisamente più “illuminato”, eccentrico e visionario: strumentisti tecnicamente inattaccabili si esprimono attraverso intelaiature armoniche imprevedibili ed eterogenee, che mantengono un buon livello di gradevolezza anche per i non “iniziati”, senza eccessi di snobismo e parossismo virtuosistico fine a sé stesso, e tuttavia appaiono sicuramente più adatte alle orecchie di chi, ne “l’arte dei suoni”, cerca qualcosa di più di una semplice occasione di istantanea ricreazione.
Gli Ossi Duri e il loro “Scadenza perfetta” incarnano un buon esempio d’avanguardia implementata sulla leggerezza, per cui il mio giudizio non può che essere ampiamente positivo sia per le qualità artistiche e sia per l’audacia dimostrata nell’allinearsi ad uno stile nei confronti del quale il pubblico è normalmente diviso tra ammirazione assoluta e altrettanto perentoria avversione.
Del resto anche il vecchio (e compianto) Frank suscitava analoghi sentimenti e il precedente, per molte ragioni al momento inavvicinabile, mi sembra comunque “abbastanza” confortante.
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categoria: ossi duri, lazarimus, scadenza perfetta


venerdì, 29 maggio 2009

L'intervista su KultUnderground a Chiara Raggi

Siamo lieti di segnalare l'intervista alla cantautrice Chiara Raggi su KultUndrground dopo l'asolto di Molo22
Il nostro grazie a Davide Riccio

http://www.kultunderground.org/articoli.asp?art=1321


 

 
Davide
Ciao Chiara… Come ha detto Bjork, la buona musica non è una questione di stile, ma di sincerità. E la sincerità è quello che sento anzitutto nel tuo lavoro.  Le tue canzoni sono splendidamente arrangiate. Di questi tempi fa sempre bene sentire strumenti diversi dai soliti quattro (chitarra e basso elettrificati, batteria e simulazioni varie delle tastiere), specialmente se acustici. Molo 22 di quale porto in quale città? Cosa c’era o c’è ancora di speciale su quel molo?
 
Chiara
Ciao! Molo 22 si trova a Rimini, la mia città. E’ una lunga passeggiata che si affaccia su una lunga serie di barche di varie dimensioni, con scritte più o meno improponibili. E’ un posto in cui il vento ti fa sempre compagnia, in cui gli scogli incorniciano il tuo cammino e se vuoi fare un paio di passi più lunghi finisci seduto su uno scoglio a guardare l’orizzonte e pensare. A me è capitato. E’ diventato un luogo di rifugio, di riflessione, di abbraccio.
 
Davide
I brani che ho apprezzato di più sono quelli dal sound brasiliano o lusitano  (Confessioni, Molo 22, Stomaco e musica). In effetti leggo tra i credits che vi sono alcuni particolari chitarre portoghesi o brasiliane come il cavaquinho e la viola caipira… In “Molo 22” riconosco il berimbao… E poi suonano il percussionista Gilson Silveira, i turnisti Eduardo e Roberto Taufic Hasbun… Si può avere saudade di molte cose…  Quali sono le tue?
 
Chiara

Il mare, gli affetti lontani e la ricerca della bellezza. Il mare non appena come profumo e voglia di sole, ma come stile di vita. Chi è nato in una città bagnata dall’acqua è legato a piccole quotidianità che cambiano la giornata. Ad esempio un caffè al porto o comprare libri ai tendoni piantati a ridosso della sabbia, o anche solo prendersi la libertà di togliersi le scarpe in qualsiasi stagione e passeggiare sulla battigia, osservando come la sabbia bagnata prenda forma sotto i piedi e accorgersi poi che intorno al tuo piede ci sono tante altre impronte. La chiamo “la solidarietà del mare”.
Credo non sia necessario spiegare la malincolia per la lontananza di persone care. Ma la nostalgia più insistente è il bisogno di ritrovare una bellezza. Ovviamente parlo di bellezza musicale. Importante per me,  ma con l’esperienza ho intuito che è importante anche per una fetta di mondo: ricominciare a cercare una bellezza armonica, melodica, poetica e di stile. Ci sono tante piccole realtà che portano in scena grandi momenti di musica, con qualità e con quella sincerità di cui si parlava all’inizio. Mi manca nel mercato, in ciò che si commercia, questa ricerca. Certamente non è mio interesse generalizzare ma sento forte l’esigenza di un cambiamento.
 
Davide
E cosa fai per “matar a saudade”?
 
Chiara
Recupero i ricordi, le sensazioni, faccio qualche telefonata e cerco di tornare alle mie radici quando posso. Per il resto faccio un lavoro di ricerca. “Fare” è l’unico modo per incominciare un cambiamento.
 
Davide
Le tue canzoni hanno il portamento carezzevole e l’eleganza delle voci e dei suoni di Lusitania, ma anche della musica cantautorale italiana e di alcuni nostri cugini d’Oltralpe; penso a “E’ cambiata la notte”, a “Inesorabile fragilità”, a “Non è importante”, che rievocano Ivano Fossati. Trovo anche una certa analogia con  Grazia Di Michele. Quali ascolti e quali esperienze hanmo più influenzato la tua musica, la tua poetica e il tuo canto?
 
Chiara
Dico sempre che le mie radici sono tre: la musica classica, l’ascolto della musica jazz e il fascino del Sudamerica. La musica classica rappresenta per me la pulizia, la ricerca della perfezione e la disciplina. Ma soprattutto la tecnica, la storia, l’armonia e la capacità di raggiungere un obiettivo in musica. Ascoltare jazz mi ha insegnato invece la ricerca della profondità, la libertà di andare sempre oltre. Libertà di espressione, di composizione, di pensiero e di umore. Questi mondi entrano nell’immaginario delle mie canzoni a volte come frammenti di suoni e tecniche, altre volte come echi lontani. Bisogna dire che quando ho cominciato a scrivere canzoni non conoscevo quasi nulla della musica cantautorale italiana. Il mio percorso è stato di conoscenza e riconoscimento in modi di scrittura e universi musicali. Non c’è un vero e proprio punto di riferimento e credo non ci debba essere. Certo ci sono grandi personaggi e l’incontro con la loro arte lascia il segno. Ivano Fossati ad esempio è uno di questi.
 
Davide
Che tipo di ricerca fai attraverso le tue canzoni, verso cosa?
 
Chiara
“Fare musica” per me è vivere ed esprimere qualcosa di unico e vero, come è la vita. E’ per questo che mi sta così a cuore la ricerca di una bellezza.
 
Davide
E se arriva il successo? Essere un’artista famosa potrà essere un limite o sarà per te una spinta ulteriore. Ti stai preparando a chiederti di più o a farti chiedere di più?
 
Chiara
Mi piace guardare la realtà in maniera positiva e quindi opto per la seconda scelta. Se arrivasse il successo sarebbe una spinta ulteriore. Visto che non amo il mito del facile successo e non mi riconosco in esso credo che se arriverà sarà perché avrò lavorato talmente tanto che non potrà essere diverso e quindi non mi spaventa in alcun modo chiedermi di più. La musica classica in questo ti plasma a sufficienza, l’importante è arrivare al successo con un’identità personale e musicale forte, già consolidata.
 
Davide
Cosa ti piace e cosa non ti piace della musica oggi? Cosa cerchi di evitare in modo assoluto?
 
Chiara
I facili clichè e le standarizzazioni vocali.
 
Davide
Johann Sebastian Bach disse che la musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c'è fuori… Che ne pensi, con tutto il rumore che invece oggi abbiamo là fuori, anche in senso spirituale?
 
Chiara

Premetto che Bach è un genio e veramente un Maestro ed è quasi imbarazzante commentare queste sue parole. Penso che è più facile staccare dalla realtà riempiendo la testa e le orecchie di rumori, spesso anche sotto forma di musica. Ma credo che il cuore umano desideri una bellezza melodica che porti nel profondo delle realtà, negli abissi dei sentimenti.
 
Davide
E cosa pensi invece di questa frase di Platone: Se cambia la musica, cambieranno anche le istituzioni più importanti…?
 
Chiara
La musica può arrivare in luoghi sconosciuti dell'anima, è uno strumento di conoscenza e solo la conoscenza può cambiare il mondo interiore prima e il mondo, nel caso, dopo.
 
Davide
Cosa farai prossimamente?
 
Chiara
Promuoverò questo mio primo album ed inizierò la pre-produzione del prossimo lavoro!
 
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categoria: chiara raggi, kultunderground, lazarimus, molo22


lunedì, 18 maggio 2009

RockAction recensisce Scadenza Perfetta degli Ossi Duri

Siamo lieti di segnalare la recensione di Scadenza Perfetta degli Ossi Duri su RockAction
Il nostro grazie a Roberto Paviglianiti

http://www.rockaction.it/e107_plugins/content/content.php?content.810

Per capire quale sia l’attinenza e l’approccio artistico degli Ossi Duri bisognerebbe - prima di ascoltare il nuovo concept album “Scadenza perfetta” - dare un’occhiata alla sezione “chi siamo” del loro sito internet, dove i ragazzi sono ritratti in pose alternative: chi nudo con la zona x coperta da una chitarra; chi beatamente seduto sulla tazza del cesso; chi con le chiappe alla luce del sole. Insomma tira aria d’ironia e spregiudicatezza, che per fortuna investe magnificamente anche le dieci tracce dell’album

Detto della viscerale e dichiarata passione per i sentieri zappiani – percorsi piacevolmente in più occasioni – i cinque giovani piemontesi si fanno voler bene dagli affezionati alle strutture musicali inusuali e da tutti coloro che amano il suono che si rifà alla bella tradizione del prog-rock settantiano e alle classiche atmosfere jazzy. Questo grazie alle innegabili capacità tecniche della band e anche all’apporto di una nutrita schiera di ospiti - in particolar modo spiccano gli interventi di Alberto Borio (trombone) e Maurizio Rosa (sax) - i quali riescono ad ampliare un discorso mai scontato e dalle molteplici chiavi di lettura. Colpiscono, fin dal primo ascolto, due tracce in particolare: “Kentucky Fried Chicken”, per via di un’amalgama sonora da grande gruppo, e “Sezione del Junko”, dove fa capolino il contrabbasso di Furio Di Castri. Per il resto è un bel sentire, sempre colorato e zigzagante.

Certo, il riferimento a Zappa a volte sembra un po’ troppo marcato, quasi al limite della mera clonazione, ma se questo è l’incipit, l’ispirazione madre, allora per il futuro dagli Ossi Duri ci dovremo aspettare solo grandi prestazioni.
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categoria: ossi duri, rockaction, lazarimus, scadenza perfetta


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