


Alla Corte di Re Cremisi

Breve storia del rock progressivo:
Il rock progressivo nasce come evoluzione delle istanze di ricerca che il rock manifestava sin dalla prima metà degli anni '60. Numerosi tratti distintivi del genere si possono ritrovare, più o meno in embrione, nell'opera di numerosi artisti, soprattutto i Beatles e Frank Zappa, ma anche i Who. Il seme del movimento è nella tarda psichedelia: sono i Beatles a virare la boa. Essi avevano già tracciato colori e suoni psichedelici nel 1966 con Revolver, ma è nel giugno del 1967 che esce Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, probabilmente il più importante album della musica rock. Con questo disco si diede il via a quel movimento sperimentale di arte in musica "leggera"; molti gruppi spinsero la loro sperimentazione partendo da queste basi e non è un caso che numerosi nomi del progressive abbiano esordito proprio nell'ambito della psichedelia, a cominciare dai Pink Floyd, con The Piper At The Gates Of Dawn, uscito lo stesso anno.
Non esiste una vera data di nascita del rock progressivo, anche se qualcuno pone come primo esempio il disco Days of Future Passed (1967) dei Moody Blues, per il suo esteso utilizzo dell'orchestra. Altri citano l'uscita di In the Court of the Crimson King dei King Crimson (1968), e in particolare la traccia d'apertura 21st Century Schizoid Man, brano divenuto vero simbolo del progressive. In entrambi i casi si tratta di gruppi inglesi: è infatti in Europa, e in particolare in Inghilterra, che si diffonde il nuovo genere, mentre oltreoceano, a parte personalità di spicco come Frank Zappa o i Grateful Dead, almeno per quanto riguarda Anthem of the Sun, il rock rimane più legato alle radici blues. Anzi, il rock progressivo è la prima forma di musica leggera che vede la nascita di contributi di rilievo da nazioni non anglosassoni: le scene italiana, francese, ma soprattutto tedesca producono album di grande rilievo e di buon successo anche al di fuori dei propri mercati nazionali.
La popolarità del rock progressivo arrivò all'apice nel biennio 1972-1973, quando gli artisti di questo genere raccoglievano la maggior parte dei consensi tra i lettori delle riviste musicali. Band come Genesis, Emerson Lake and Palmer, Yes riempivano le arene a dispetto della complessità della loro musica a paragone degli standard commerciali. Con l'avvento del punk rock nei tardi anni '70, i gusti del pubblico e della critica si spostarono verso uno stile più semplice ed aggressivo, attribuendo al rock progressivo aggettivi come "pomposo" e "pretenzioso". La new wave che seguì recuperò alcuni aspetti del progressive meno noti al grande pubblico, ma alla lunga distanza più duraturi: i Public Image Ltd. e altri ripresero molto dal kraut rock tedesco, e il diffondersi dell'elettronica fece tesoro dell'opera pionieristica di personaggi come Brian Eno, Klaus Schulze e soprattutto i Kraftwerk. Alcuni brani di questi ultimi fornirono persino le basi per i primi successi di Afrika Bambaataa.
I primi anni '80 videro un revival del genere, guidato da gruppi come i Marillion. I gruppi sorti in quel periodo vengono a volte etichettati come neo-progressive. Al tempo stesso, alcuni gruppi storici hanno modificato la loro musica, semplificandola e introducendo elementi più elettronici. Nel 1983, i Genesis conquistarono il successo internazionale con la canzone Mama e la sua forte enfasi sul ritmo della batteria elettronica. Nel 1984, gli Yes ottennero a sorpresa un hit con la canzone Owner of a Lonely Heart, che conteneva moderni (per l'epoca) effetti elettronici, ma era sufficientemente accessibile da poter essere suonata nelle discoteche.
Il genere ricevette un'altra piccola iniezione di popolarità negli anni '90, con un'ondata di nuove band, molte delle quali proponevano una musica più spigolosa, conosciuta come progressive metal, fatta di brani molto lunghi o di concept di grande ricchezza e complessità. Il limite maggiore delle opere di questi gruppi (dei quali possiamo citare come rappresentativi i Dream Theater) è proprio nella mancanza di misura posta nell'accrescere la durata e la complessità delle composizioni, spesso nella mancanza di misura e di pianificazione degli assolo, nello spostamento verso il "fortissimo" delle dinamiche, mentre il rock progressivo classico dei primi anni anni '70 aveva come elemento costitutivo la contrapposizione tra elemento "maschile", rappresentato dalle sonorità elettriche e dai ritmi rapidi, e dell'elemento "femminile", rappresentato dalle sonorità acustiche e ritmi rilassati o sognanti. Il lavoro di artisti contemporanei come Radiohead, Sigur Rós e Godspeed You! Black Emperor si può dire che incorpori alcuni degli elementi più sperimentali del rock progressivo, talvolta combinati con la sensibilità estetica del punk rock, per produrre una musica che molti trovano intrigante, innovativa e immaginifica. Altri interpreti rimangono più legati alla tradizione prog, e tra questi, la menzione inevitabile riguarda il gruppo olandese degli Ayreon, il cui leader Arjen Lucassen si adopera con grande successo alla realizzazione di opere rock con illustri partecipazioni esterne.
Il rock progressivo di quello che possiamo chiamare periodo classico gode di questa recente riscoperta e di una nuova attenzione, dovuta anche al ricambio generazionale e alle riedizioni in compact disc di numerosi album fondamentali del genere, un tempo introvabili, adesso molto più diffusi. Per contro, il rock progressivo più recente continua ad essere creato ed ammirato da un solido nucleo di entusiasti, ma sembra non ricevere molta attenzione dalla stampa più commerciale e non riceve praticamente nessuno spazio sulle radio, che si dedica, al più, a rispolverare i vecchi miti del genere (da Wikipedia).